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| Gerusalemme - Chiesa e Convento dei SS. Arcangeli |
La chiesa dei SS. Arcangeli si trova nella zona sud-ovest della Città vecchia, dentro le mura del monastero armeno di S. Giacomo. L'entrata principale del convento è stretta e bassa, come le entrate delle chiese nella Città santa. Venivano costruite così per ragioni di
sicurezza, dato che gli oggetti d'oro e d'argento delle chiese erano una
tentazione ad attaccare i santuari. La bassa entrata ricorda anche le parole
del salmo (50,17):
"Sacrificio a Dio gradito è il cuore contrito".
Questo convento sorge nel luogo della Casa del sommo sacerdote Anna. Qui Gesù, dopo l'arresto al Getsemani, fu condotto, passando per la porta ora chiamata Dung, Porta Stercoraria (Gv 18. 12-24). Anna era stato sommo sacerdote nel 9 d.C. e nove anni più tardi posto dal procuratore Grato. Ma essendo ricco, intrigante e astuto, ci dice Giuseppe Flavio, riuscì a mettere suo figlio al suo posto e, quattro anni più tardi, il suo genero Caifa che rimase nell'incarico per 19 anni. Anna continuò ad essere l'anima del Sinedrio, per questo gli fu portato Gesù. "Perché interroghi me? Interroga coloro che mi hanno ascoltato". Un servo trovò insolente questa risposta e schiaffeggiò il Cristo. La sfrontatezza con cui il Figlio di Dio fu schiaffeggiato, terrorizzò gli angeli e, come interpretano i Padri della Chiesa, i santi angeli si coprirono il volto con le ali. Il catholicòs armeno S. Narsete il Grazioso scrive:
"Il servo schiaffeggiò quel volto in cui il cherubino non osa alzare lo sguardo e nascose la faccia dietro le ali" (Inno Aysor Antchar). La gente ha chiamato il luogo "Convento dell'ulivo", riferendosi all'ulivo cui nostro Signore fu legato prima del processo. La gente racconta infatti che quando il Signore fu portato alla presenza di Anna, questi era occupato in un altro processo, così Gesù fu legato a un ulivo e poi imprigionato. Quest'ulivo, tenuto con cura speciale, fu venerato fin dai primi secoli cristiani. L'arcivescovo Malachia Ormanjan riferisce che nella sera del Venerdì Santo i fedeli vi si riunivano intorno per una particolare cerimonia. I frutti dell'albero erano raccolti al canto di inni sacri e con i semi venivano fatti Rosari, che i pellegrini diffondevano ovunque (Armenian Jerusalem, 1931, p. l28). Ai frutti e ai semi di tale albero è connesso il racconto di fatti miracolosi a favore soprattutto di donne sterili o malati per febbri altissime.
Quello dei SS. Arcangeli è un tipico convento medievale. Malgrado la piccolezza, il convento e la chiesa hanno un grande significato. Esso conserva l'antico stile della chiesa armena, divisa in due parti: il vestibolo e l'interno della chiesa. I1 vestibolo (15x 1,75) è stato la prima prigione di nostro Signore: un episodio tramandato non dal Vangelo, ma dalla tradizione armena. L'interno della chiesa ha l'altare principale e due altari laterali dedicati agli angeli. Il soffitto, ad angolo molto acuto, è sostenuto da quattro colonne. L'area della chiesa è di 15m ´x 8,5. E' decorata con molti dipinti.
Vi è anche un'altra tradizione legata alla chiesa degli Arcangeli: è quella del re David che vide l'angelo del Signore sull'aia di Araunà il Gebuseo; l'angelo aveva la spada sguainata con la quale aveva colpito di peste Gerusalemme. Quando il Signore disse: "Basta! Ritira ora la mano" (2 Sam 24,16; 1 Cr 21,15).
Per un certo periodo i Francescani, quando furono cacciati dal convento di Sion (il Cenacolo -1551), risiedettero in questo luogo, fino a che un ordine della Sublime Porta (il governo turco di Istambul) non permise loro di avere il monastero di S. Salvatore che precedentemente, col nome di S. Giovanni, apparteneva ai Georgiani.
Il convento dei SS. Arcangeli è stato sempre sotto la custodia degli Armeni, sin dagli inizi della Cristianità. Esso è servito come monastero delle vergini e delle donne avanzate in età: qui vivevano insieme dedicando il loro tempo alla preghiera e alla cura del santuario. Attualmente questo convento ha un superiore e un sacerdote che è anche il parroco della comunità armena di Gerusalemme.
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Created / Updated Sunday, March 29, 1998 at 18:15:23 by John Abela ofm for the Maltese Province and the Custody of the Holy Land This page is best viewed with Netscape at 640x480x67Hz - Space by courtesy of Christus Rex |